La legionellosi, di cui abbiamo parlato in alcuni nostri post, può essere davvero pericolosa nel comparto turistico. La malattia del legionario, infatti, non solo si rivela letale per persone fragili ed anziane ma, diventa un rischio economico non da poco per i titolari di strutture turistiche alberghiere ed extralberghiere. E’ fatto di cronaca recentissimo: il titolare di Cremona ha condannato il titolare di una locanda.
Legionella: omicidio colposo
A Cremona un giudica ha condannato a 6 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) la titolare di una locanda accusata di omicidio colposo. Il motivo? Una persona avrebbe contratto la legionella e ne sarebbe morta. Si tratta di una cliente, riportano le fonti giornalistiche, di 80 anni che avrebbe pernottato dal 13 al 15 gennaio del 2022, pernottò nella stanza numero 4 della struttura. La donna è poi deceduta il 27 gennaio proprio a causa della contaminazione da legionella.
Dentro il caso della locanda: ecco cosa è accaduto
L’anziana, classe 1942, abitava nel paese dove sorge la locanda di cui è stata ospite, aveva organizzato un trasloco e per comodità aveva preso una camera per qualche notte, la numero 4, appunto. Al rientro a Pisa si è sentita male. E’ da tener presente che l’infezione da legionella ha un tempo di incubazione che va dai 2 ai 10 giorni circa. Ricoverata in ospedale, purtroppo l’80enne non ce l’ha fatta: è spirata il 27 gennaio.
Le indagini sono state immediate, i Carabinieri dei Nas, nella loro relazione hanno parlato di “manutenzione degli impianti non adeguata”, di “carenza sulla pianificazione dei controlli”, di “gestione superficiale”. E di “carenze abbastanza microscopiche”. Nel fascicolo delle indagini si legge: “i campionamenti dell’acqua fatti da una ditta di conoscenza dell’imputata”.Non solo, secondo fonti stampa locali, nella relazione ci srebbe scritto: “Ma come sono stati fatti questi campionamenti? I flussaggi nella stanza numero 4 sono stati fatti due volte in un anno, mentre vanno fatti ogni volta che la stanza si libera per ospitare altri clienti. L’imputata era a conoscenza delle linee guida per la prevenzione. Il registro di controllo della legionello si era stato predisposto, ma mai compilato”.
Come affrontare la legionella in una struttura turistica
La legionella nelle strutture turistiche non è una novità. Sono, infatti, le comunità, i luogo ad altro traffico umano, ad essere quelli più fragili sotto il profilo di presenza e diffusione del batterio della leggionella. E’ necessario ricordare che quando parliamo di una struttura turistica, la legionella non è solo un rischio sanitario o un obbligo del Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. 81/08), ma è un rischio reputazionale enorme. Il batterio ama la stagnazione e le temperature tiepide, esattamente ciò che accade nelle camere d’albergo, un bb, un affittacamere, una locanda durante la bassa stagione o nelle ali meno utilizzate.
E’ necessario avere il Documento di Valutazione Rischi redatto da un tecnico. Se hai letto sino a qui siamo certi che stai cercando informazioni: la cosa migliore è fare una consulenza con noi di Evoluzione Energetica.
Intanto è bene tenere conto che ci sono delle buone prassi da mettere in campo costantemente.
- Produzione ACS: Mantieni l’accumulo di acqua calda sanitaria (ACS) ad almeno 60°
- Anello di ricircolo: Fondamentale. L’acqua deve girare costantemente e tornare al bollitore a non meno di 50°. Se hai rami “morti” o zone dove l’acqua si raffredda, hai creato un’incubatrice e devi prestare massima attenzione a risolvere il problema subito.
Il pericolo è nella tua camera
In una struttura turistica , il nemico è il rubinetto della camera 404 che non viene aperta da due settimane, i clienti sono pochi e questo accade!
- Flussaggio periodico: Se una camera è vuota, il personale delle pulizie deve far scorrere l’acqua (sia calda che fredda) per almeno 2-3 minuti ogni settimana.
- Manutenzione terminali: Decalcifica regolarmente rompigetto e soffioni della doccia. Il calcare protegge il biofilm, che a sua volta protegge la Legionella dai disinfettanti
Non solo questo servono anche dei prodotti che vanno saputi usare e dosare ed anche qui entrano in campo i nostri tecnici, collaboriamo con Fontenergy .
Cosa si utilizza?
- Filtri terminali: In zone ad alto rischio (es. spa o camere per persone fragili), si possono usare filtri assoluti da applicare direttamente al soffione.
- Sistemi a Raggi UV: Ottimi per la disinfezione al punto di ingresso, ma ricorda che non hanno effetto “residuo” (non proteggono l’acqua mentre viaggia nei tubi fino alla doccia).
- Argento
- Perossido di idrogeno
- Ipoclorito di sodio
Per non vedersi rovintato il prorio lavoro il vero segreto è mappatura che diventa fondamentale per affrontare il rischio legionella e non solo.
Obblighi normativi in materia di prevenzione e controllo
- DVR: Ogni struttura turistica albeghiera o extralberghiera deve avere DVR Legionella (o Piano di Sicurezza dell’Acqua – PSA) questo, attenzione, non è semplice pezzo di carta nel faldone della sicurezza. Deve essere un documento tecnico vivo che include:
- Mappatura dell’impianto: Schemi funzionali di dove passa l’acqua, dove ristagna e dove sono i punti critici (bollitori, rami morti, torri evaporative).
- Analisi del Rischio: Valutazione della vulnerabilità degli ospiti (anziani, bambini) e dello stato di manutenzione dei tubi.
- Nomina del GIDI: Una novità del 2025. Devi nominare formalmente il Gestore della Distribuzione Idrica Interna, ovvero il responsabile che garantisce la qualità dell’acqua dal contatore al rubinetto.
- Monitoraggio e analisi obbligatori: i prelievi sono imposti
- Campionamenti periodici: Almeno una volta all’anno (o ogni due anni per strutture piccolissime a basso rischio, ma il consiglio tecnico è sempre l’annualità).
- Analisi pre-apertura: Per le strutture stagionali, è obbligatorio fare le analisi prima di accogliere il primo ospite.
- Laboratori Accreditati: I campionamenti devono essere fatti da tecnici abilitati e analizzati da laboratori certificati Accredia.
- Registro delle Manutenzioni: è necessario dimostrare e dunque, tenere in un registro con date e firme,
- Flussaggio dei rubinetti nelle camere non occupate.
- Pulizia e decalcificazione dei soffioni e rompigetto.
- Controllo quotidiano delle temperature di mandata e ritorno dell’acqua calda.
Ricorda che gli obblighi valgono per le strutture alberghiere e quelle extralberghiere ingatti il D.Lgs. 18/2023 parla chiaro: la responsabilità della qualità dell’acqua ricade sul Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI). Se affitti una camera o un appartamento, tu sei il GIDI.
- Se hai dipendenti: Si applica il D.Lgs. 81/08. Devi avere un DVR specifico per il rischio biologico (Legionella).
- Se non hai dipendenti: Sei comunque responsabile civilmente e penalmente per la salute dei tuoi ospiti. In caso di infezione, la Procura verificherà se hai applicato le “buone prassi” (Linee Guida Nazionali).
Nelle piccole strutture i problemi sono diversi dai grandi alberghi:
Soffioni a pioggia: Molto di moda nei B&B di design, ma producono un aerosol finissimo, ideale per essere inalato profondamente nei polmoni.
Impianti a “stacco”: Spesso non c’è l’anello di ricircolo. L’acqua calda resta ferma nei tubi che portano dal boiler al bagno. Se un ospite arriva dopo 5 giorni di vuoto, la prima acqua che usa è un concentrato di batteri.
Piccoli Boiler Elettrici: Molti li tengono a $40\text{°C}$ per risparmiare energia. Errore fatale. È la temperatura perfetta per la proliferazione.
Cosa rischi se non sei in regola
Le sanzioni sono state inasprite per scoraggiare la negligenza:
- Sanzioni Amministrative: Da 5.000 € a 30.000 € per la mancata adozione dei piani di sicurezza o per il superamento dei limiti (il limite massimo è 1.000 UFC/L, ma sopra i 100 bisogna già agire).
- Sanzioni Penali: Arresto fino a 6 mesi per violazione del D.Lgs. 81/08 (mancata valutazione del rischio biologico).
- Danno Reputazionale: In caso di infezione accertata, l’autorità sanitaria può chiudere la struttura e il nome dell’hotel finisce nel database dell’ECDC (Centro Europeo Prevenzione Malattie).
Il consiglio di Evoluzione Energetica? Contattaci subito: meglio investire in prevenzione che avere una struttura chiusa a seguito di un controllo!


No responses yet